
“dum lucem habetis…” Giov. 12, 34
al Padre Rotondi
prudente nel confronto
pronto nel dialogo
coraggioso nella novità
leale nella lotta
Il libro che presentiamo è stato scritto nel 1965, edito da Apes, mentre il Concilio Vaticano II era in pieno svolgimento. È un libro di teologia in cui si cerca di mettere ordine nei dibattiti tenuti durante il Concilio stesso. Molti Vescovi, preoccupati di quello che avveniva in Concilio, chiesero a Padre Rotondi uno scritto che preparasse agli eventi successivi. Fu così che Padre Virginio commissionò a Don Ennio il lavoro.
Al tempo in cui il libro fu scritto, Don Ennio era giovane, e non aveva ancora la percezione esatta dei pericoli contenuti in certe apparenti posizioni cattoliche da lui citate senza l’avvertenza dell’età matura.
È suddiviso in tre parti, intitolate rispettivamente: Ripensamento di Dio, Nuove dimensioni della cristologia e Il rinnovamento ecclesiologico.
– Il mancato discorso sulla conoscenza di Dio
Il Concilio Vaticano II si era preoccupato subito della Liturgia, problema allora di scottante attualità, ma forse avrebbe fatto meglio a completare il Concilio Vaticano I sulla struttura degli Atti di Fede, di Speranza e di Carità, soggetti a gravi malintesi, pur essendo presupposti indispensabili della preghiera. Si era convinti che il Concilio precedente avesse risolto in maniera soddisfacente e adeguata la questione della conoscenza di Dio. Tuttavia, circa la fede, c’era da venire incontro all’ateismo già dilagante, approfondendo le ragioni dell’ateo e soprattutto accettando le sfide della scienza e dell’umanesimo, in quanto scienziati e umanisti dovevano prendere atto sia del loro fallimento ideologico e sociale sia della giusta soddisfazione (in Dio) delle loro esigenze autenticamente umane.
– Una cristologia insoddisfacente
Il Concilio Vaticano II ha parlato in maniera buona di Gesù in vari documenti, ma solo quarant’anni dopo la sua chiusura è uscito il documento Dominus Jesus, prodotto da Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: in esso si è puntualizzato quello che è imprescindibile dire quando si parla di Gesù. La questione di Gesù è decisiva perché il cristianesimo è Gesù. Il cristianesimo è una religione soprannaturale perché Gesù, vero Dio e vero uomo, è il soprannaturale. Il discorso trinitario completa il discorso cristologico ed è importante per ciò che viene dopo Gesù: “ Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.” (Gv 14,26) Nelle parole di Gesù c’è la missione dello Spirito Santo nella Chiesa.
– Un’analisi ecclesiologica
La terza parte riguarda la questione propriamente ecclesiologica, tuttavia il punto di partenza non è il dogma, e la teologia ad essa connessa ( sarà affrontata da Don Ennio in un lavoro successivo), ma le voci dal basso, le discussioni allora attuali nel clero. In altri termini, Don Ennio preferì partire dalle problematiche allora aperte nella Chiesa, sia in Italia che nel resto del mondo, cercando di valutare i problemi insiti in queste situazioni e come la Chiesa viveva tali problemi, sia al suo interno che all’esterno. A quasi cinquant’anni di distanza, rileggendo la terza parte del suo lavoro, Don Ennio confermò l’esattezza di quei dati e di quelle analisi.
Come già illustrato, l’ambiente culturale e religioso di quegli anni non permetteva valutazioni serene, distaccate ed equilibrate sugli avvenimenti in corso. Circolavano vari, troppi equivoci e don Ennio era troppo giovane per accorgersene adeguatamente. Egli non solo sottovalutava l’insidia doppiogiochista dei comunisti, ma non aveva neppure un’adeguata informazione della psicoanalisi. Sapeva del sospetto che gravava su De Lubac, ma non dei suoi collegamenti. Di Maritain aveva letto Antimoderni, I tre riformatori e Umanesimo integrale (quest’ultimo alla luce dei primi due), mentre ignorava sia l’intera sua storia sia i suoi collegamenti sospetti. Di Rahner, poi, aveva letto solo scritti minori, buoni, non sapendo la matrice trascendentalista, ma fidandosi dell’enorme accredito che godeva (ma si allarmò quando lesse Kung); di Teillard conosceva soltanto i primi libri, il resto non era ancora pubblicato. Quindi don Ennio accreditava anch’egli tali autori e questo dà la misura dell’equivoco allora circolante in Concilio e fuori. Solo nel post-Concilio l’eterodossia venne allo scoperto su Dio, sulla Trinità, sulla mistica e sulla Chiesa.
Leggi alcune recensioni al volume: –Autori Vari, Aggiornamento dottrinale nella Chiesa, 1965
Recensioni:
BELFIORI F., Aggiornamenti teologici della Chiesa, “Dialoghi”, pag. 405, ottobre 1965.
BELFIORI F., Respingere l’assalto dell’ateismo, “Gazzetta dell’Emilia”, 24 novembre 1965.
BELFIORI F., L’Assalto” dell’ateismo, “La Provincia Como”, 20 novembre 1965.
CASOLINI F., “Frate Francesco” pag. 190, 1965.
DE ROSA G. S. L, “Civiltà Cattolica”, pag. 590, 17 dicembre 1966, in “Segnalazioni”.
FERRUZZA A., Il vero Concilio sta incominciando adesso, “Gente”, 30 marzo 1966.
PADRE GRASSO S. I., “Messaggero del Sacro Cuore” in terza di copertina, 1/1966.
REDAZIONE, “Riparazione” pag. 26, febbraio 1966, in “Aggiornamento”.
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