In questa pagina sono presenti due concerti realizzati da don Ennio Innocenti e la “Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis” presenti in rete (canale youtube: ).
In occasione del 45° anniversario dell’uccisione del commissario Luigi Calabresi (1937- 1972) il sacerdote Ennio Innocenti e la “Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis” hanno organizzato un concerto nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri (Roma). Il giorno 17 maggio 2017 è stato eseguito in prima assoluta un Oratorio musicale che ripercorre la vita di Luigi Calabresi; ne è autore Nicola Samale, che, per l’occasione, è stato anche maestro concertatore e direttore d’orchestra. All’esecuzione dell’oratorio vocale e strumentale – intitolato “Luigi Calabresi. Martire cristiano” – hanno collaborato il coro polifonico “Ars dilecta musicae” e i cantanti Carla Mazzarella (soprano), Natasha Todorova (mezzo soprano), Vincenzo Sanso (tenore), Dario Ciotoli (baritono). Per approfondire la conoscenza del commissario L. Calabresi, si consiglia la raccolta di saggi curata da Don Ennio Innocenti: Luigi Calabresi. Il santo il martire, Roma, Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, 2015
La Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis ha organizzato un concerto per festeggiare il 60° anniversario di sacerdozio di Don Ennio Innocenti. Il 20 gennaio 2017 nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (Roma) è stato eseguito un Oratorio in onore di San Pio da Pietrelcina, eccelso rappresentante del sacerdozio cattolico. Il Maestro Nicola Samale, compositore e direttore d’orchestra, si è esibito alla testa di un’orchestra, un coro, cantanti solisti e una voce recitante. Fra il pubblico si segnala la presenza del cardinale Raffaele Farina.
DISCORSO INTRODUTTIVO DI DON ENNIO INNOCENTI PREPARATO PER I PRESENTI AL CONCERTO IN CELEBRAZIONE DEL SUO 60° ANNO DI SACERDOZIO
Gli amici che mi hanno sostenuto e confortato dalla mia adolescenza in questi 70 anni di studio e apostolato, hanno diritto di chiedermi, finalmente: a che punto siamo? Essi sanno che la Provvidenza mi ha condotto a coltivare e diffondere la Parola, ministero cui la Scrittura Sacra attribuisce doppia ricompensa. Effettivamente, mi sono occupato soprattutto di teologia, non per l’accademia (sebbene abbia anche insegnato), ma per la gente raggiungibile. Quando cominciai la divina sequela, la Chiesa di Pio XII si ergeva in luminoso, attraente prestigio davanti ad un mondo umiliato e sconquassato ed io restai affascinato soprattutto dal tema ecclesiologico, nella luce dell’insegnamento prudente di Pio XII sul Corpo Mistico, sempre sotto l’ala dell’autentica tradizione tomista, impermeabile dall’influsso gesuitico molinista e trascendentalistico. A Concilio aperto, io fui tra i primi a reagire all’influsso rahneriano in Ecclesiologia e anche in maturità fui il primo a rivendicare, contro derive temporalistiche e democratiche, l’ancoraggio gerarchico della comunione ecclesiologica cum Petro e sub Petro, focalizzando il significato teologico della Santa Sede. Com’era ovvio, il mio studio teologico mi condusse alla valutazione dei Padri antichi, soprattutto di Dionigi Areopagita e all’interpretazione moderna, non allegorica, della Sacra Scrittura, ricercando il supporto di scienziati laici e del contributo interpretativo di artisti. Ma un conto è la pittura ermeneutica, un altro è la teologia ermeneutica: la mia ermeneutica è restata immune da tutti i seguaci di Heidegger e di Freud. Attento alle esigenze della gente, fin da quando ero vice-parroco qui, coltivai l’ecumenismo, ma con prospettiva missionaria, che continua ancor oggi mediante una serie di confronti dialogici con le principali religioni del mondo. E, sempre in attenzione della gente, mi sono dedicato alla problematica matrimoniale e alle varie forme della spiritualità laicale, soprattutto quella destinata alla fermentazione sociale e politica, smascherando l’inganno della sovranità democratica e della oligarchica sovranità monetaria attualmente imperanti. Ringrazio Dio d’avermi fatto l’onore di offrire la dimostrazione del filo continuo della gnosi spuria attraverso i secoli cristiani e anche quello di offrire personalmente la dimostrazione della vittoriosa libertà dell’avvocato cristiano nel diritto penale della Chiesa. Spero, ormai, che Dio non ritardi la sua desiderata chiamata, affinché, nel suo abbraccio definitivo, possa ritrovare l’abbraccio di tutti coloro che mi hanno aiutato a salire l’altare, tra i quali l’affettuoso Padre Pio da Pietrelcina che mi conobbe personalmente e benedì il mio accesso al sacerdozio e tutti quelli che mi hanno protetto e sostenuto in questi decenni di apostolato librario. Voglia Dio effondere sugli amici presenti le più elette grazie di luce e di consolazione. Voglia Dio far brillare, a vantaggio di tutti, l’eroico esempio di santità e di martirio cristiano dato dal Commissario Luigi Calabresi, di cui cominciai ad aver cura proprio quand’ero vice-parroco, in questa basilica, essendo anche assistente del Movimento Oasi, di Padre Virginio Rotondi, mio indimenticabile protettore e benefattore. Assisteremo ora ad un dramma musicale in tre atti: la storia del Santo di Pietrelcina. L’opera è stata scritta, e sarà qui eseguita in prima assoluta, dal maestro Nicola Samale, che ha trasposto in musica l’atmosfera mistica, ultraterrena e talvolta anche drammatica che ha circondato nella sua vita il Santo.
Roma, 20 gennaio 2017
Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini