Don Ennio Innocenti nacque a Pistoia, il 12 maggio del 1932, con l’aiuto di un’ostetrica di religione protestante e subito battezzato sotto la Cupola vasariana della Madonna dell’Umiltà.

Innamoratissimo del padre, Serafino Innocenti, ancora piccolo, lo vide partire prima per l’Africa, tra le Camice nere (1935) e poi per la Spagna (1938) a lottare contro i persecutori comunisti, da cui tornò ferito e decorato.

Il 10 giugno 1941 Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, contro la Francia e l’Inghilterra. Il piccolo Ennio è entusiasmato: segue con apprensione gli sviluppi della guerra e non perde nemmeno uno dei numerosi bollettini trasmessi alla radio.

Con il bollettino dell’8 settembre del 1943 l’Italia annuncia pubblicamente la sua resa.

Serafino, arrestato a Pistoia, insieme ad altri fascisti per ordine di Badoglio, viene liberato dai tedeschi, entrati in città, e su sua richiesta, viene mandato a Bologna, lasciando il piccolo Ennio in uno stato di profonda tristezza.

Trascorso del tempo, Ennio decide di mettersi alla ricerca del padre, così, dopo alcuni tentativi falliti, riuscì a farsi accompagnare a Bologna dove finalmente i due si ricongiunsero.

Mio padre mi condusse dal Comandante della G. N. per avere il permesso di ricondurmi a Pistoia, ma io protestai che volevo restare col Papà. Il Comandante disse: ce lo teniamo noi! Lui pensava a una mascotte. Infatti fui inserito formalmente, ma mio padre ammonì: dovrai essere in tutto come gli altri. Avevo 11 ani e mezzo. Ero benvoluto e affrontai l’addestramento come gli altri. […] Fui anch’io dotato di moschetto ’91 che imparai a smontare, pulire e usare.

Il 13 agosto del 1944 il padre cadde vittima di un attentato partigiano: “tutto il mio animo fu occupato solo dall’odio. […] Non ebbi il minimo ricordo di Dio.

Incalzato da sentimenti di vendetta, la sua collaborazione con il nuovo reparto fascista R.A.P. nella città di Bologna si intensificò notevolmente con vivo stupore dei tedeschi, che lo vedevano partecipare attivamente e con coraggio a tutte le iniziative del reparto.

Nell’aprile del 1945, insieme al questore di Bologna e il Capitano del reparto, partirono in viaggio verso Milano, per incontrare il Duce, ed è proprio qui che don Ennio incontrò per la prima volta Mussolini, il quale, di lì a poco, sarà barbaramente ucciso e il cui cadavere esposto insieme a quello di Claretta Petacci e di altri gerarchi fascisti a piazzale Loreto. Ennio rimase profondamente scosso dal clima esaltato e di disumana atrocità di quella piazza: “era un mondo da fuggire“.

Dopo innumerevoli peripezie, Ennio, con l’aiuto di un commilitone, riesce a raggiungere Pistoia. Ebbe appena il tempo di ricongiungersi con la madre che subito fu prelevato con forza da due partigiani, condotto alla sede del partito comunista e poi picchiato a sangue. In seguito fu richiuso in una cella della caserma dei carabinieri della città. Lì la sua fede da lungo tempo sommersa, emerge con forza indicandogli la strada da seguire:

Vennero gli ex fascisti per sputarmi, insultarmi, maledirmi e così rifarsi la verginità. Fui percosso sotto gli occhi dei carabinieri fino a svenire e poi fui buttato in una cella buia con molte merde. Alla sera mi fu consentito di uscire pochi minuti per bere ma i carabinieri stessi presero ad insultarmi a causa della mia espressione che essi dissero incomprensibile. Essi non tolleravano che io, addossato di crimini fascisti, fossi sereno, quasi sorridente, senza paure. Infatti era accaduto che nella buia cella delle merde, in assoluta solitudine, mi ricordassi di Dio, riuscissi a ricostruire il Padre nostro, dimenticato per anni e mi affidai a Lui, sentendolo vicinissimo.

Don Ennio - ordinazione
Ordinazione sacerdotale (1957)

Manifesta presto segni di vocazione ecclesiastica, riconosciuti validi dall’eroico sacerdote lucchese Don Fortunato Orsetti e poi dall’Uditore di Rota Mons. Pietro Mattioli.

Studia a Roma al Collegio Capranica, poi alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottiene il baccellierato in filosofia; consegue poi il dottorato in Sacra Teologia alla Pontificia Università Lateranense.

Ordinato sacerdote per la Diocesi di Roma il 20 gennaio 1957,
svolge l’ufficio di viceparroco per sette anni in tre chiese della capitale:
Santa Maria Maggiore, San Giovanni Battista dei Fiorentini, Santa Chiara ai Giuochi Delfici.

Insegnante di religione, è anche docente, per diversi anni, di storia e filosofia in due licei della capitale: il Preziossimo Sangue e il Massimiliano Massimo.

Don Ennio e Pio XII
Don Ennio novello sacerdote e Pio XII

Docente di teologia fondamentale ed ecumenismo (per tre anni è stato Primo segretario della Commissione Ecumenica del Vicariato di Roma), insegna filosofia sistematica e filosofia contemporanea all’Istituto teologico Don Orione, affiliato alla Pontificia Università Lateranense.

Con l’esperienza degli studi giuridici svolti presso l’Università di Roma La Sapienza, si occupa anche di cause matrimoniali e processi di canonizzazione.

Nei primi anni ’60 conosce P. Virginio Rotondi e il movimento di spiritualità “Oasi”, nel quale assume il ruolo di assistente spirituale (tra i suoi allievi Luigi Calabresi, futuro Commissario di P.S. e Giovanni D’Ercole, oggi Vescovo di Ascoli Piceno).

È lo stesso P. Rotondi a suggerirgli la via della pubblicistica (1965).

Chi non ha mai sentito alla radio Ascolta si fa sera? La celebre trasmissione radiofonica della Rai viene condotta da Don Ennio Innocenti per ben ventisette anni. I testi delle trasmissioni, tutti elaborati da lui, sono stati raccolti in una grande opera divisa in dieci volumi: Il pensiero della sera, vincitrice del Premio letterario nazionale “Nazareno” (1981).

Don Ennio e Paolo VI
Don Ennio e Paolo VI

Ha collaborato con più di cinquanta riviste (“La discussione”, “Questi giovani”, “Concretezza”, “Rinnovarsi”, “Studi sociali”, “Idea”, “Adveniat Regnum”, “Crescere”, “Capitolium”, “Palestra del Clero”, “Realtà politica”, “Gente”, “Rivista di ascetica e mistica”, “Dialogo”, “Divinitas”, “Chiesa Viva”, “Gladius”, “IdeAzione”, “Seminari e Teologia”, “30Giorni”, “La Voce del Ferrini”, “Contenuti”, “Ministerium Verbi”, “Coscienza”, “Tabor”, “L’Italia”, ecc.). I suoi scritti sono comparsi, nel corso degli anni, anche su vari quotidiani nazionali (“Il Tempo”, “L’Osservatore Romano”, “Avvenire”, “Gazzetta Ticinese”, “Il Corriere di Roma”, “Il Giornale d’Italia”), ma il suo impegno di giornalista è misurabile in due quotidiani di nota caratterizzazione laica: “Il Gazzettino” e “Il Secolo”. I suoi più che mille interventi pubblicati dal “Gazzettino” negli otto anni della sua continuata collaborazione sono stati quasi tutti raccolti e successivamente pubblicati dalla Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis.

Don Ennio Innocenti, infatti, dopo essere stato diretto collaboratore di P. Raimondo Spiazzi O.P. nell’Ufficio Teologico del Comitato Centrale del Giubileo dal 1974 al ’75 e dopo aver lasciato la lunga collaborazione con il centro Diocesano di Teologia del Vicariato di Roma come docente titolare di Dottrina Sociale della Chiesa, assume, nel 1984, il commissariamento della Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria degli Angeli dei Cocchieri di Roma (Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis).

Don Ennio

Con la collaborazione della Fraternitas Don Ennio pubblica piu’ di cento volumi su argomenti che vanno dalla storia della teologia alla dogmatica, dall’esegesi alla liturgia, dall’ecumenismo alla mariologia. Scrive sulla comparazione delle civiltà antiche, sulla storia di Roma, sulle origini cristiane, sulle vicende medievali e rinascimentali, sulla storia moderna e contemporanea. Scrive su temi morali, in particolare su temi di etica sociale (famiglia, educazione, salute, economia, diritto, società internazionale, significato del sesso, etica del rapporto sessuale, fenomenologia ed etica del matrimonio). Scrive di filosofia, di psicoanalisi, di mistica, di estetica, di critica d’arte.

Nel 1992, su invito del Cardinale Ugo Poletti, accetta l’incarico di consulente ecclesiastico dell’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) di Roma.

Don Ennio

Nel 2004 il Sindacato libero degli Scrittori Italiani (SLSI) organizza un convegno di studi sull’opera di Ennio Innocenti
(Don Ennio Innocenti. La figura, l’opera, la milizia. Atti del Convegno di studi La croce e la spada”. Sindacato libero scrittori italiani, Roma, 23 – 24 aprile 2004, Roma, Bibliotheca Edizioni, 2004).
Tra i relatori presenti al convegno vi sono giuristi del calibro di Pietro Giuseppe Grasso, economisti di fama internazionale come Oscar Nuccio, giornalisti noti al grande pubblico come Mauro Mazza, scienziati come Giuseppe Sermonti, storici come Giano Accame, Roberto De Mattei e Giordano Brunettin, filosofi di fama come Danilo Castellano, Francesco Mercadante, Piero Vassallo, alti Prelati come i Vescovi Francesco Saverio Salerno e Marcelo Sánchez Sorondo e i Cardinali Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e Renato Raffaele Martino.

Nel 2009 è invece la Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis a organizzare un secondo convegno sull’opera di Ennio Innocenti (La gnosi tra luci e ombre. Secondo convegno di studi sull’opera di Ennio Innocenti, Napoli 29-31 ottobre 2009, Roma, Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, 2010).

Don Ennio alla scrivania

Superati gli ottant’anni e tagliato il traguardo dei sessant’anni di sacerdozio, continua ad essere il Cappellano della Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria degli Angeli dei Cocchieri, ma nella sostanza è anche il vero animatore, coordinatore e promotore della Confraternita. 

Per il LX anniversario della sua ordinazione sacerdotale commissionò al pluripremiato Maestro Nicola Samale la composizione di un oratorio in onore del Sacerdozio Cattolico, che è stato poi eseguito nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini (2017, https://www.youtube.com/watch?v=Jjpnu6uUB84).”

Ha lavorato instancabilmente per l’avvio del processo canonico di Luigi Calabresi, il commissario di P.S. ucciso a Milano il 17 maggio 1972, di cui era amico e confessore.

Partecipò puntualmente, fino a quanto fu possibile, ai lavori del Presbiterio della Basilica di San Pietro in Vaticano di cui era componente dal 1984.

Ha continuato, instancabile, ogni giorno, nella Luce del Signore, la sua opera di Pastore, scrittore, oratore, filosofo e giornalista, fino alla sua morte avvenuta il nove gennaio del 2021.

Riportiamo un brano tratto dallo scritto del fratello di Don Ennio, Vittoriano, in ricordo della sua morte:

“Don Ennio non è passato invano, non rimarrà un ricordo storico. È morto in Cristo, sempre presente, e quindi anche lui vive e vivrà sempre con la sua luminosa presenza nei nostri cuori, continuando ad indicarci, con tutte le sue opere e la sua viva parola, la via della salvezza, che ha tracciato con tanta passione per noi durante la sua vita terrena. Siamo chiamati ad entrare nel suo regno e a divenire, come lui più di lui, i propagatori apostolici della parola divina, che tanto magistralmente lui ha trasmesso al popolo di Dio per la nostra sublimazione nel Padre.”

(fonte: sito della Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, Fede e fedeltà, Fausto Belfiori e Carlo Fabrizio Carli, 2019)