Che cos’è la psiche?

DEDICA

A Fausto Belfiori

in amore di libertà

sempre in guerra

inflessibile

inesorabile.

Riportiamo la Premessa del testo, edito dalla editrice Grillo, Udine, nel 1978:

L’inflazione psicoanalitica nella psicologia e nella psichiatria contemporanee non ha punto migliorato il loro deficitario livello. Il risultato, in generale, è l’acritica arrendevolezza verso il materialismo: l’uomo, la sua sfera di coscienza, la sua libertà, ne risultano umiliati, avviliti, disgregati.

Progredisce, così, anche per questa via, la distruzione della personalità: se la psiche non si sa che cosa sia, la coazione massificatrice e schiavizzante stritola senza riguardi, senza trovarsi contro alcuna difesa da superare. Sono consapevole di questa situazione da vari anni, ma durante un corso di specializzazione che, di recente, ho tenuto ad infermieri caposala, mi sono convinto che la frana sta raggiungendo posizioni-chiave.

“Le stelle”, intanto, “stanno a guardare”: coloro che fino a ieri erano gli educatori, i guardiani, i vindici più intransigenti della dignità e della libertà interiore dell’uomo – sacerdoti, confessori, direttori spirituali – sembrano, spesso, diventati veicoli della psicologia “laica” che ignora la psiche riducendola ad una sola dimensione, a materia. Perfino le sentinelle più attente aprono le porte al “cavallo di Troia”, perfino le “linee” create appositamente per sbarrare il passo al nemico si alleano con l’invasore. Eppure non son venute meno le risorse per resistere, ma ci si arrende senza combattere: sta venendo giù una “Caporetto”.

Così è nato il proposito di richiamare l’attenzione di cerchie sempre più vaste di persone sulla domanda qualificante: che cos’è la psiche? Smascherare l’avversario, prima di tutto: basta mostrare la sua segreta matrice per annientare l’incantesimo della sua suggestione e far vergognare i pastori che consegnano le pecore ai lupi.

Ma quando il nemico sia riuscito ad arroccarsi dietro le cattedre cattoliche di psicologia, che fare? Stanarlo, sfidarlo a dichiararsi effettivamente per quel che è: alieno dalla mente cattolica, non meno che dalla vera scienza, impotente a confrontarsi con la reale libertà dell’uomo.

E, infine, indicare i buoni esempi d’una ricostruttiva riflessione psicologica, le perenni, integre, salde basi sulle quali può essere edificata la cultura e la società riscattata dalla coazione materialistica. Tale il filo che ha legato i tre brevi saggi qui riuniti e nati in circostanze diverse: il primo fu destinato alla rivista Seminari e Teologia, il secondo alla rivista di Ascetica e mistica, il terzo alla rivista Euntes docete: tre organi con diffusione mondiale.

Questo piccolo libro non offre, purtroppo, un armamentario, né fa fronte a tutte le infiltrazioni del pervertimento psicologico: consultori, scuole di sesso, centri di “meditazione trascendentale”, di parapsicologia, di esotiche discipline mentali … per tacere di riviste, libri, films, spettacoli e santoni vari. È solo un segnale di resistenza, di combattimento, di contrattacco. È un avvertimento a coloro che non sono stati raggiunti dall’inquinamento: il nemico è intrinsecamente debole (cap. I); la sua intrusione va contrastata (cap. II); siamo in grado di innalzare “bandiere” per coloro che non intendono accodarsi alla disfatta, che vogliono restare fedeli all’uomo, all’infinita dignità dell’uomo.

In un precedente volume (Pagine di filosofia dell’educazione, edito nella presente collana) Danilo Castellano ha mostrato che la vera pedagogia è naturaliter catholica. In questo traspare sentenza analoga: la vera psicologia è cattolica e non potrebbe non esserlo; la sua alternativa è solo il materialismo, la distruzione dell’uomo. Anche per questo “segnale” l’avversario non avrà di meglio da opporre (se non lo soddisfi il silenzio) che l’accusa di integralismo (essendo ormai andata quasi in disuso quella di fascismo). Quando la sento si aprono dentro di me cateratte di sbeffeggiamenti. L’avversario aveva fatto conto che la disponibilità al dialogo significasse cedimento al compromesso, riduzione della fede, disintegrazione del tesoro della Tradizione, mentre era solo decisione di confrontarsi con la sola forza degli argomenti di credito, affinché la verità avesse spazio di farsi conoscere tutta intera e accreditarsi integra, in tutto il suo potere ed influsso.

Il dialogo ha permesso lo svelamento, il selezionamento e l’accostamento: adesso è l’ora di giungere all’evangelico sì sì, no no: o di qua o di là. Unicuique suum.

La psiche noi sappiamo cos’è.

Leggi alcune recensioni al volume: – Autori vari, Recensioni: Che cos’è la psiche?, Ed. Grillo, 1978

Recensioni:

COMPOSTA D., in “Euntes Docete”, 2/1979, 1979;

DEL NINNO G., La psiche è quella cosa, in “Il Borghese”, 08 ottobre 1978.

DEL NINNO G., Cattolicesimo e cultura, Roma, 25/11/1978.

G. C., La vera psicologia è cattolica, in “La scelta”, Sett. 1978.

GIUROVICH G., Dimenticare Freud, in “Studi Cattolici”, n. 221, luglio 1979.

PAN R., in “La Panarie”, 1978.

RIVAROLA A., Che cos’è la psiche?, in “Secolo d’Italia”, 11 marzo 1979.

SALERNO F., Psicologia critica, in “Il Gazzettino”, 29 dicembre 1978.

I commenti sono chiusi.