Storia del potere temporale dei Papi – II ed.

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Al mio caro Salvatore Grisanti
perché la meditazione del Dominio
della Provvidenza lo stabilisca nella
imperturbabilità insegnata dai Padri

Riportiamo la presentazione che Andreotti scrisse per la seconda edizione del volume di Don Ennio (Edizione del Centro Studi per il Lazio Piazza Montecitorio – Roma 1973):

” Questo lavoro fu pubblicato per la prima volta in Concretezza (1969-1970), ma senza gli ultimi tre capitoli della presente edizione.

A causa delle peculiari vicende regionali che vi si narrano il « Centro Studi per il Lazio » ha ritenuto non disdicevole ai suoi fini favorirne la diffusione. Del resto ognuno facilmente concederà che gli studi più pragmatici non debbano prescindere da una cornice di consapevolezza storica che, sia pure remotamente, contribuisca al complesso equilibrio dei giudizi operativi.

L’autore, che non è novizio dell’insegnamento della storia, di fronte ad una storiografia a suo giudizio troppo intrisa di pregiudizi e di conformismo, ha ritenuto utile proporre sinteticamente al critico lettore la successione degli eventi che, in base a serie letture, gli è parsa la più attendibile e la meglio fondata, insieme a spiegazioni (ora apertamente proclamate ora appena suggerite) che, con disprezzo delle mode correnti, gli son parse più ragionevoli.

Senza ricoprirsi dietro fitte cortine bibliografiche egli, sapendo su quali basi abbia scritto, risponde in proprio del suo proposito di obbiettività come della correttezza logica del suo discorso, sempre disponibile a critiche revisioni.

Il suo lavoro è diligente, ma non ha da vantare scoperte nuove, segreti d’archivio e colpi a sorpresa. Le notizie che egli riferisce non sono ignote agli storici; se l’insieme del suo disegno apparirà di qualche interesse o novità, esso va giudicato per se stesso e per la sua intima persuasività.

Il suo dire, talvolta, potrà apparire appassionato: egli non ne ha vergogna; ammette, anzi, d’aver voluto coinvolgere il lettore nel proprio militante entusiasmo per la verità ricercata.

Qualcuno osserverà che il suo modo di procedere vuol tenere conto di troppi punti di vista, ma nessuno saprebbe negargli che effettivamente la storia è comprensiva di tutta la realtà umana, sicché il realismo non sarà mai sinonimo di riduttivo apriorismo. Del resto egli mostra un punto di vista prevalente ed è quello religioso, conforme alla caratteristica essenziale del suo oggetto di studio.

Il punto di vista filosofico, lealmente dichiarato dall’autore nel primo capitolo, è certamente esigente, ma il lettore può difendersene senza difficoltà tutte le volte che non gli sembri abbastanza suffragato dai fatti onestamente conosciuti e riferiti.

G. A. “

  • Nota dei curatori del sito

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