
DEDICA
NEL RICORDO FILIALE
DI PIETRO MATTIOLI
Questo lavoro, edito dalla APES nel 1967, rappresenta una svolta nel percorso di maturazione intellettuale di Don Ennio. Sebbene la complessità del tema trattato possa tenere lontani molti lettori, la fecondità delle sue intuizioni sull’avvenire della civiltà cristiana rappresenta un tesoro inesauribile per ogni uomo di buona volontà che non intende rassegnarsi al degrado politico odierno. Ne riportiamo la prefazione scritta dallo stesso Padre Rotondi.
“Varie parti interessate hanno tentato di impossessarsi di qualche affermazione conciliare che avesse un significato politico. Alcuni e li chiameremo faziosi non hanno esitato a lacerare alcune pagine tra loro indissolubilmente legate. Altri e vorremmo chiamarli sibille hanno quasi preteso che fosse non so quale misterioso vento a rimescolare quelle pagine allo scopo di trarne appunto come fаcevano le sibille responsi poco chiari e spesso addirittura ininterpretabili. Altri che, giacché ci siamo, qualificheremo col nome di vestali si son fatti custodi dell’intelligenza e della cultura, tutori della civiltà e della missione ecclesiale oltre che vendicatori delle libertà laiche.
Ebbene, tutto questo non somiglia tanto ad una Pentecoste, quanto ad una specie di Babele XX secolo: anche perché sonо prevedibili tentazioni ancora più pericolose, se è vero che l’occasione fa l’uomo ladro o, meglio ancora, lo rivela. Stando cosi le cose, compito dell’Autorità è di avere tutta la pazienza e di usare tutta la prudenza possibile (è, infatti, assai significativo il silenzio finora mantenuto, utile per decantare tante false reazioni), ma poiché tutti siamo partecipi della stessa missione ecclesiale, tutti possiamo contribuire all’acquisizione di una meditata consapevolezza della linea conciliare in rapporto alle responsabilità politiche dell’ora presente.
Di un libro come questo, sistematico, coraggioso ed aggiornato, c’era bisogno; tutti coloro che hanno avvertito l’angustia in cui sono ridotti giornali e riviste saranno, dunque, grati all’autore per la sua fatica. Troveranno una visione politica ardita senza ingenuità, rivolta al futuro ma non dimentica del presente, pronta al dialogo più largo ma non al compromesso su ciò che è irrinunciabile, felice della pace con qualsivoglia interlocutore ma non aliena dallo stesso scontro leale e preciso con chi, per ipotesi, volesse coscientemente mentire.
Dirò una cosa che suona male, oggi: la Chiesa deve fare politica, una certa politica. Chi legge il libro vedrà messo in evidenza il livello morale che nella politica è indispensabile, perché della politica è proprio.”
VIRGINIO ROTONDI S. J.





