
“… ci sarà gente esperta, calcolatrice, prudente, che penserà a frenarvi, a deviarvi, a inquadrarvi, statene certi. Voi tentate.”
Don Ennio
Editoriale APES – Via S. Alessio, 7 Roma 1964
Dalla prefazione:
” Ho pensato che fosse utile mettere nelle mani di quanti – sacerdoti, educatori, giovani – s’interessano all’Oasi, la raccolta di alcuni articoli usciti dal cuore e dalla penna di un giovane, valoroso sacerdote che ai giovani porta un’amore vivace ed appassionato. All’Oasi si pensa, d’ordinario, come ad un Movimento tranquillo; e i giovani che di esso fanno parte sogliono apparire come già avviati su una strada completamente tracciata : senza ansie, quasi senza problemi da risolvere. L’Oasi, insomma, appare talvolta come qualcosa di comodo nel suo genere. Ci vorrà sacrificio per entrarvi, ma poi tutto diviene relativamente semplice e facile. Non è così.
Indubbiamente la fede vissuta – e vissuta in tale pienezza toglie i giovani dell’Oasi dalle sabbie mobili dell’incerto e li porta oltre la meschinità di certi orizzonti. Ma proprio tale fede vissuta mette i giovani come in assetto di guerra e li manda in battaglia. Li getta, per così dire, in mezzo al dramma del mondo, li fa attori in una lotta che infuria accanto a noi, intorno a noi, tra le forze di Cristo e quelle di Satana. I giovani dell’Oasi hanno un loro modo di vedere gli uomini, le cose, gli avvenimenti: e questo li mette spesso in contrasto con i modi di vedere del mondo, di quel mondo per il quale Cristo disse che non poteva e non voleva pregare.
Insoddisfatti è il titolo del volumetto che presentiamo. Don Ennio Innocenti, il giovane sacerdote che l’ha scritto, è pure lui insoddisfatto: uno che gira al largo dalle sabbie mobili dell’incertezza ma rifiuta, tuttavia, anche quella sorta di tranquillità, di «contentezza» che ci rende immobili e ci fissa, quasi, in uno stato di abulia e di inerzia. Quando nell’Oasi si riassume tutto nel proposito di contentarci e di contentare, s’intende che dobbiamo essere contenti di quel che riceviamo – ritenendolo sempre sufficiente e magari sempre troppo -; ma scontenti di quel che diamo – ritenendolo sempre troppo poco.
E’ la contentabilità propria delle anime un1ili, l’incontentabilità propria delle anime amanti. L’insoddisfazione che don Ennio sotto linea riguarda il nostro dare, il nostro donare, il nostro prodigarci. Sentitelo: « Un altro esempio? Eccolo, dunque: perché la nostra presenza a dispetto del numero degli aderenti, è – almeno in un certo senso – inavvertita? Non c’è dubbio che ci sono anche in Italia altri gruppi di cattolici più sparuti dei nostri che però esercitano una « presenza » assai più qualificata. Questo non è affatto un grido d’allarme. Non siamo abituati agli eufemismi: ecco tutto. La casa non va a fuoco, no; nessun SOS, d’accordo. Ma non ci si rende utili, specialmente nel nostro caso, con dei bollettini di vittoria, bensì con l’esigenza di « crescere » pena l’invecchia mento e guai a contentarsi! Il «sì» è ispirato a ben altre prospettive“






