
Dall’Avvertenza del testo:
Il concetto di Santa Sede, da cui ha preso l’avvio questa indagine, è indicato dal can. 7 del C.I.C. L’obbiettivo dello studio è stato quello di stabilire il nesso fra il quadro ecclesiologico del Concilio e le innovazioni da questo prospettate nell’organizzazione e nel funzionamento della Curia Romana. Le piste di ricerca sono state aperte dalla lettura dei cinque volumi de « Il Concilio Vaticano II » di Giovanni Caprile. Il contenuto sostanziale del primo capitolo è attinto dalla Series Prima degli Acta Synodalia. Non abbiamo indagato nel dibattito intercorso per ogni singolo schema redatto nella fase preparatoria (Series Secunda), però abbiamo preso in esame (secondo e terzo capitolo) tutti gli schemi che dalle rispettive commissioni preparatorie furono sottoposti alla Centrale e da questa presentati al Concilio; come anche tutti gli schemi, relazioni e « modi » pubblicati, durante il Concilio, dalle Commissioni Conciliari. Di tutti questi documenti abbiamo citato l’edizione originale. Abbiamo fatto riferimento anche agli interventi in Aula e, per quanto riguarda l’oggetto di questa indagine, abbiamo potuto constatare che i riassunti del Caprile sono generalmente attendibili. Tuttavia non abbiamo mancato di citare direttamente la Series Tertia degli Acta Synodalia per gli interventi che ci sono parsi di maggior rilievo o di maggior delicatezza o i cui riassunti o citazioni potessero suscitare qualche ragionevole perplessità nel lettore.
Leggi la recensione al volume: – Brogi Marco, La Santa Sede nella ecclesiologia del Concilio Ecumenico Vaticano II, 1978
- Nota dei curatori del sito
Per questo testo disponiamo solamente del formato pdf (scansione dell’originale). Non abbiamo ritenuto opportuno profonderci nella digitalizzazione e ripubblicazione del volume, per cui, chi volesse, potrà richiederlo nel formato indicato scrivendo all’email nella pagina delle pubblicazioni.





